Dopo un intervento chirurgico o dopo un forte trauma il corpo può evidenziare delle aderenze che possono compromettere l’elasticità della pelle e generare nuovi stati dolorosi alla parte interessata.

Quando la nostra pelle subisce un trauma o un intervento chirurgico si attiva un processo di riparazione, detto di cicatrizzazione, che genera nuovo tessuto cutaneo nella parte interessata.

Tale tessuto può generarsi in maniera diversa rispetto a quello lesionato, spesso è più sottile e nella zona della cicatrice si formano delle piccole o grandi aderenze.

Le aderenze sono delle fasce fibrose-cicatriziali che uniscono in modo anomalo le parti dell’epidermide coinvolta, rendendola meno elastica e tonica.

Ciò accade perché le cellule riparatrici, responsabili del processo di cicatrizzazione, non riescono a distinguere un nuovo tessuto rispetto a quello esistente.

Tutto il corpo umano è soggetto alle aderenze, ma la fascia addominale e quella pelvica hanno una maggiore predisposizione a queste problematiche.

In queste zone, infatti, la pelle è in tensione ed eventi traumatici, come ferite estese e profonde, possono comportare dei danni talmente forti da generare aderenze con perdita di elasticità, variazioni posturali e comparsa di nuovi stati dolorosi.

Le principali cause che generano le aderenze

  • Gli interventi chirurgici come ad esempio il parto cesareo;
  • Un forte trauma contusivo derivante da incidenti stradali;
  • Un grave stato infiammatorio della zona coinvolta;
  • Ustioni di varie entità;
  • Strappi muscolari.

Le aderenze da cicatrice sono un evento traumatico per la pelle perché vanno a danneggiare la sua integrità influendo spesso anche nei movimenti del corpo. Con una diagnosi completa e con una terapia adeguata, è possibile trattare la parte coinvolta e ottenere buoni risultati.

Esistono cicatrici cosiddette “patologiche”, che se non corrette nel loro sviluppo possono portare  a disturbi fastidiosi per il paziente; un esempio frequente sono i cheloidi, che consistono in  lesioni causate da un’eccessiva proliferazione di tessuto fibroblastico che si espande oltre ai margini della ferita, causando protuberanze spesse e lucide, a forma di cupola; ci sono  le cicatrici atrofiche, caratterizzate da una quantità insufficiente di tessuto riparativo, che può esporre a riaperture della ferita e infezioni; le  cicatrici ipertrofiche, che consistono in  alterazioni spesse e in rilievo, che non superano i margini della ferita, e le cicatrici retraenti, causate  da una riduzione della superficie originaria, che possono riflettersi negativamente anche sull’aspetto motorio, limitando le possibilità di movimento della zona interessata.

Nel processo di riparazione essendo coinvolte  anche le strutture vascolari e di innervazione, potrebbero essere presenti anche  arrossamento, gonfiore, alterazione o assenza della sensibilità e la riduzione della mobilità.

Negli ultimi anni si è sviluppata una nuova tecnica, la fisioestetica, che consente di unire la medicina estetica con la fisioterapia, utilizzando strumenti non invasivi per trattare gli inestetismi della pelle come le aderenze da cicatrici.

Essa interviene in profondità nei tessuti sottocutanei, risolvendo le cause che generano le problematiche inestetiche della pelle e permette di ottenere risultati ottimali e duraturi nel tempo anche in poche sedute.

Per questo motivo è ideale per la cura delle aderenze da cicatrici in quanto il trattamento permette alla pelle di riprendere la sua forma naturale, riducendo l’inestetismo e l’eventuale presenza di gonfiore e dolore.  Possiamo sfruttare i vantaggi di alcune terapie strumentali come  la tecarterapia.

 

La Diatermia, più comunemente conosciuta come Tecarterapia ha visto una grande importanza negli ultimi anni in campo riabilitativo. Diffusa inizialmente nell’ambito della fisioterapia sportiva, oggi, fortunatamente applicabile ad ogni livello e per differenti tipi di patologie.

Dal punto di vista della fisioterapia viene utilizzata per la riduzione della sintomatologia dolorosa nelle patologie Muscolo-Scheletriche Croniche e per accelerare il recupero degli Infortuni Post-Traumatici anche nella fase acuta.

Viene applicata una piastra ad un estremo della parte da trattare (dolorosa o che ha subito il trauma) ed un manipolo all’altro che verrà utilizzato dal terapista durante la terapia in modo dinamico così da poter avere funzione di massaggio e di direzionare il campo elettromagnetico prodotto.
Il campo elettromagnetico permette di stimolare le cariche elettriche presenti all’interno dell’organismo così da veicolarle nella zona più algica o infiammata. Questo permette un maggior afflusso sanguigno conseguente a vasodilatazione, e maggior drenaggio linfatico.

In questo modo è il corpo che utilizza la propria energia e attiva i processi riparativi e antinfiammatori intrinseci al tessuto biologico.
Questa terapia a differenza di molte altre permette di raggiungere facilmente anche gli strati più profondi dei tessuti proprio perché utilizza le cariche elettriche presenti all’interno dell’organismo e non esclusivamente energia proveniente dall’esterno.

Si utilizza per diverse patologie

  • DOLORE AL COLLO
  • DOLORE AL DORSO
  • DOLORE ALLA ZONA LOMBARE
  • MAL DI SCHIENA IN GENERE
  • DOLORE AD ANCHE E GINOCCHIA
  • DOLORI DI SPALLA
  • TENDINITI
  • CONTRATTURE
  • LESIONI O STRAPPI MUSCOLARI
  • LESIONI TENDINEE
  • POST INTERVENTO CHIRURGICO
  • TRATTAMENTO DELLE CICATRICI E DELLE ADERENZE

 

 

 

 

La tecarterapia, in particolare, consente un trattamento localizzato nella parte interessata, ottenendo in breve tempo dei buoni risultati.

Tale terapia permette di trattare la parte coinvolta dalle aderenze in maniera rapida ed efficace, rigenerando le cellule del tessuto cutaneo coinvolto.

La Tecar, attraverso i suoi elettrodi apposti sul corpo del paziente, genera calore che consente la guarigione della pelle, riducendo l’inestetismo e gli stati dolorosi presenti vicino alla cicatrice.

Questa terapia, infatti, utilizza il calore per attuare la cosiddetta diatermia da contatto, un processo che trasmette energia ai tessuti, stimolandoli ad attivare in maniera rapida i meccanismi di rigenerazione e riparazione delle cellule.

La fisioestetica, e in particolare la tecarterapia, sono ottimali per la cura delle aderenze da cicatrici perché sono trattamenti non invasi e apportano dei benefici ottimali alla pelle, consentendo al corpo stesso di riprendersi più velocemente.

E’ di fondamentale intervenire quanto più tempestivamente, poiché benché le cicatrici si rimodellino per molti mesi, è intervenendo nelle primissime fasi, che si può più facilmente guidarne la guarigione. Sarà il fisioterapista a valutare la situazione.

Esistono però alcune situazioni che controindicano il trattamento o ne limitano drasticamente le alternative: cicatrici estremamente infiammate o infette non vanno per esempio toccate, mentre verranno gestite con particolare cautela ustioni e cicatrici da mastectomia, ancor più se irradiate o se la paziente ha affrontato cicli di chemioterapia.

La figura del fisioterapista ha  un ruolo chiave nel guidare lo sviluppo corretto di una cicatrice, a partire dal controllo dell’edema e del gonfiore in fase iniziale, prevenendo  secondariamente la formazione di possibili aderenze e guidando infine la cicatrice al suo recupero completo, oppure nel limitare e correggere le disfunzioni una cicatrice patologica, tenendo presente la necessità di salvaguardare l’aspetto estetico e funzionale.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here