DOLORE AL COLLO
Il dolore al collo o cervicalgia, è uno dei disturbi muscolo-scheletrici più comuni che riguarda la cervicale, e colpisce tra il 22% e il 77% degli individui nella loro vita.
Mentre questo dolore si risolve con il tempo, il 30% dei pazienti che riferiscono dolore al collo alla fine sviluppa sintomi cronici della durata di oltre sei mesi. Tra il 37% e il 44% di coloro che soffrono di dolore al collo inoltre riferiranno anche sintomi persistenti per almeno 12 mesi dopo il primo episodio.
Sfortunatamente, anche dopo un trattamento di successo, c’è una percentuale di recidiva segnalata del 50-85% da uno fino a cinque anni dopo la risoluzione dei sintomi.
Questo ci suggerisce che il dolore al collo è tutt’altro che un disturbo limitante di breve periodo, ma cosa stiamo facendo per trattare i nostri pazienti?
Il sintomo di dolore di cui parliamo in questo articolo non è da confondere con il dolore al collo irradiato al braccio anche detto cervicobrachialgia.
Quest’articolo intende affrontare il dolore percepito nella regione anatomica del rachide cervicale, nello spazio delimitato dalle sette vertebre cervicali e nella muscolatura circostante, con una maggiore attenzione rivolta al dolore cronico che abbiamo appena visto insorgere di frequente. Devi sapere che il dolore cronico è definito, in accordo con l’Associazione Internazionale per lo Studio del Dolore e l’ ”American Pain Society”, come un dolore che persiste oltre il tempo normale di guarigione dei tessuti, definito tre mesi.
Sebbene il dolore cervicale (sia acuto che cronico) generalmente si risolva con la Fisioterapia, sarebbe auspicabile che tu ti possa avvalere di un approccio che consenta una valutazione completa di questo disturbo, così da poter ricevere il trattamento fisioterapico più adeguato per la tua specifica situazione.
Cause mal di collo
Le cause del dolore variano dalla maggiore sensibilità nelle strutture articolari e miofasciali (muscoli, fascia connettivale, tendini,legamenti ecc.) e nei nervi, ad eventi di natura più pericolosa per la salute come la mielopatia .
In questo articolo non sono affrontati i dolori al collo per cause di gravità maggiori quali frattura, tumore e compromissione vascolare. Più comunemente troviamo:
- Cambiamenti degenerativi al disco vertebrale o alle faccette articolari
- Compressione al forame da cui fuoriesce la radice nervosa dovuta a ernia del disco e/o alla formazione di osteofiti, con comparsa di radicolopatia lungo gli arti superiori
- Debolezza e stanchezza muscolare data da overuse (postura, stile di vita,sport, lavoro ecc.)
Inoltre, nel rachide cervicale le ernie e le protrusioni del disco possono instaurarsi con un carico improvviso al collo soprattutto nelle posizioni di flessione del collo. Negli anziani, l’estensione ripetuta del collo con la compresenza di osteofiti oppure le ripetute rotazioni richieste in alcuni sport, come il nuoto o il tennis, possono provocare complicanze insidiose.
La radicolopatia cervicale, molto comune in quelli che ripetono di sovente gli stessi movimenti oppure negli atleti, caratterizzante da dolore al collo e lungo il braccio, può instaurarsi per un’estensione, un’inclinazione laterale o rotazioni improvvise del collo dato che in questa maniera si riduce dallo stesso lato lo spazio da cui fuoriesce la radice del nervo.
Devi anche sapere che la lordosi cervicale altro non è che una curva ad arco con convessità anteriore presente nel collo e rappresenta un elemento fondamentale per il mantenimento della stazione eretta. Questa curva può essere ridotta o persa con l’età, a seguito di traumi (colpo di frusta) o per posture scorrette e protratte troppo a lungo durante la giornata e nei luoghi di lavoro. Spesso si è visto che un’accentuata o una completa perdita della lordosi fisiologica è presente nelle persone che maggiormente soffrono di dolori al collo, ma questo non è sempre vero. La scienza oggi ci dice che il dolore è una somma di fattori psicosociali (ad esempio emozioni – quali ansia, paura – comportamenti, aspettative, credenze, soddisfazione nel lavoro, cultura) e fattori biologici (sistema nervoso, sistema muscolo-scheletrico, ormoni, enzimi,infiammazione ecc.).
Il modo in cui sentiamo il dolore e la maniera attraverso cui reagiamo ad esso dipende da queste interazioni di fattori. A volte e in determinate circostanze un fattore contribuisce al dolore in maniera più decisiva rispetto agli altri. Hai capito già molte cose, hai compreso che il dolore è controllabile da te, con le tue idee, pensieri e comportamenti, assieme ad un atteggiamento mentale positivo e propositivo (i tuoi fattori ed elementi psicosociali).
La fisioterapia per il dolore al collo
Il deficit nelle performance dei muscoli cervicali può verificarsi rapidamente dopo l’insorgenza del dolore al collo e può persistere nonostante la riduzione o risoluzione dei sintomi. La ricerca ha dimostrato che gli esercizi per migliorare la coordinazione, la resistenza, o la forza possono risolvere i sintomi di dolore al collo.
Questo è logico dato che la muscolatura del collo fornisce quasi l’80% della stabilità al rachide cervicale. I muscoli profondi flessori cervicali (DCF) situati nella loggia anteriore del collo e in profondità e i muscoli estensori cervicali profondi (DCE), appaiono, in particolare, proni alla compromissione nei pazienti con dolore al collo. Questi muscoli hanno un’alta densità di fibre tipo 1 e di fusi neuromuscolari (importanti recettori) e sono vulnerabili all’inibizione del dolore, vale a dire che possono facilmente divenire la principale fonte dei sintomi.
Ridotto controllo motorio e difficoltà muscolare possono causare un movimento indesiderato tra i distretti del collo o instabilità durante la contrazione dei lunghi muscoli superficiali.
Quindi la riabilitazione iniziale dovrebbe essere rivolto al miglioramento della performance muscolare e soprattutto alla coordinazione dei muscoli cervicali profondi.





